Children's Nurses-IJPNS Volume 6, Numero 4, Inverno 2014-2015 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 27 Febbraio 2015 18:01
Children's Nurses-IJPNS Volume 6, Numero 4, Inverno 2014-2015
 
Applicazione della Family-centered Care in pediatria: studio descrittivo
Viviana Fusetti, Luca Giuseppe Re, Elena Bezze, Maura Lusignani
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 112-116.
Observational study, [Italian]
Abstract
Introduzione. Recenti studi evidenziano una realtà ospedaliera in cui le attività sono incentrate più sullo staff che sul nucleo familiare. Questo studio ha voluto misurare l’applicazione della Family-centered care (FCC) in pediatria, utilizzando come indicatore la percezione di famiglie e infermieri, verificandone la corrispondenza attraverso appropriate analisi statistiche. 
Metodi e strumenti. La raccolta dati è stata condotta utilizzando i questionari MPOC-20 e MPOC-SP in 5 reparti di un IRCCS milanese. E’ stato utilizzato un campionamento di convenienza nelle famiglie mentre tutte le testimonianze degli infermieri sono state raccolte. 
Risultati. Per le famiglie la FCC risulta applicata nei contesti per cronici, mentre i contesti “misti” hanno totalizzato punteggi inferiori. Il tipo di ricovero influenza la soddisfazione percepita, con i punteggi più bassi segnalati dalle famiglie di bambini in ricovero programmato in contesti “misti”. Per gli infermieri, sesso, anzianità di servizio, genitorialità e formazione di base sono risultate variabili influenti. 
Discussione e conclusioni. Nei contesti misti e per acuti la maggior adesione al modello biomedico, la specializzazione inferiore, un follow-up inferiore, meno risorse umane e la tendenza a privilegiare competenze tecniche, sfavoriscono la realizzazione di FCC. A famiglie più istruite sembrerebbero corrispondere maggiori aspettative educative e relazionali. La genitorialità sembrerebbe influire positivamente sugli infermieri. 
 
Assistenza infermieristica nei reparti pediatrici di alta specializzazione e desiderio di maternità. Studio trasversale tra le infermiere di un Ospedale Pediatrico
Ludovica Tamburini, Ilaria Zingoni, Diletta Calamassi
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 117-119.
Observational study, [Italian]
Abstract
Lo scopo di questo studio è di comprendere la relazione tra intenzione di maternità e attività professionale infermieristica svolta in ambito pediatrico.
Metodo. Studio osservazionale trasversale, per il quale si è utilizzato un questionario costruito ad hoc, anonimo e autocompilabile on-line. La popolazione è stata rappresentata dalle infermiere dell'AOU Meyer di Firenze. I dati sono stati elaborati utilizzando statistica descrittiva e realizzando alcune stratificazioni per specifiche variabili.
Risultati. Si sono avute 75 rispondenti per i quesiti iniziali e 74 per le restanti domande. La maggioranza si colloca tra i 25 ed i 35 anni e più della metà ha fratelli o sorelle. La maggioranza dichiara di avere una situazione di coppia stabile ed una condizione economica ed abitativa buona/accettabile. La metà ha figli, che per la maggior parte godono di buona salute, così come le infermiere ed i rispettivi partner. Quasi la metà non desidera un figlio e 21 dichiarano che il lavoro influenza la decisione di averne. Tra le 51 che si sentono stressate dal lavoro, si ritrovano soprattutto quelle con minore esperienza lavorativa in area pediatrica o che hanno assistito bambini in fase terminale.
Discussione. I dati ottenuti orientano verso l’ipotesi che lavorare in ambito pediatrico possa incidere negativamente sulla scelta di maternità. Tuttavia, per i limiti presentati dall'indagine, non si è giunti ad una reale comprensione del fenomeno. Al fine di orientare i dirigenti aziendali nell'intraprendere interventi mirati al sostegno del personale, potrebbe risultare interessante approfondire dell'indagine 
 
Le polmoniti associate a ventilazione assistita nel bambino
Martina Anziati, Chiara Tersigni, Sabrina Becciani, Klaus Biermann, Carlotta Montagnani, Luisa Galli
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 120-122.
Review, [Italian]
Abstract
Le polmoniti associate a ventilazione assistita (VAP) sono processi infiammatori su base infettiva del parenchima polmonare che insorgono in pazienti ventilati meccanicamente mediante tubo endotracheale o tracheostomia da almeno 48 ore 
Le VAP rappresentano la seconda causa di infezioni correlate all’assistenza (Ica), dopo le infezioni associate a cateterismo venoso centrale, sia nella popolazione adulta che pediatrica. Per quanto negli ultimi decenni si sia assistito ad un declino dell’incidenza delle VAP come queste rappresentano ancora una temuta complicanza grave e diffusa in tutto il mondo .
Lo scopo di questa review è quello di fare il punto sugli aspetti preventivi, diagnostici e terapeutici delle VAP nei pazienti pediatrici
 
La valutazione del rischio di lesioni da pressione in terapia intensiva neonatale. Studio osservazionale
Laura Maria Brambilla, Giulia Montagnosi, Laura Plevani, Elena Nicoletta Bezze, Patrizio Sannino 
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 123-127.
Observational study, [Italian]
Abstract
Introduzione. Le lesioni cutanee colpiscono il 19-23% dei neonati prematuri ricoverati presso le terapie intensive neonatali. La cute dei neonati prematuri è  immatura, sottile, meno efficace nel fornire una barriera meccanica e nel mantenere la termoregolazione. 
Scopo. Definire sensibilità  e specificità della Neonatal Skin Risk Assessment Scale (NSRAS) e identificare i fattori di rischio più significativi nello sviluppo di lesioni cutanee. 
Materiali e metodi. Studio osservazionale prospettico condotto su neonati pretermine, ricoverati presso la terapia intensiva neonatale della Fondazione IRCSS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, reclutati tra il 15 giugno 2012 ed il 15 settembre 2012. Si avvale dell’utilizzo della scala NSRAS e classifica le lesioni secondo le raccomandazioni NPUAP. 
Risultati. Dei 33 neonati analizzati 8 hanno sviluppato lesioni; questi ultimi avevano un’età gestazionale media di 27.8 settimane, con un peso medio di 1273 g. Le lesioni sviluppate sono insorte entro la decima giornata di vita, periodo di maggior fragilità e sensibilità della cute. I fattori di maggior rischio sono risultati essere: la ventilazione invasiva, la presenza del catetere arterioso ombelicale, la presenza del catetere venoso centrale, la terapia sedativa e la presenza di infezioni. 
Discussione. L’utilizzo di uno strumento oggettivo, in aggiunta ai normali standard di cura, consente di individuare i pazienti a rischio, prevenire  lo sviluppo di lesioni e ridurre i costi legati alla prolungata degenza.
 
Constipation assessment methods in Children with cancer
Revisione della letteratura sui metodi di valutazione della stipsi nei bambini oncologici
Veronica Strini, Pierina Lazzarin, Alessio Vedovetto
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 128-133.
Review, [English]
Abstract
La stipsi è un problema che si presenta frequentemente nei bambini affetti da cancro, quale effetto collaterale della terapia con oppioidi, chemioterapici e per uno stile di vita che necessariamente cambia durante la malattia.
Scopi. L'obiettivo di questa revisione della letteratura è quello di riassumere i metodi di valutazione per la stipsi utilizzati dagli infermieri che lavorano in oncologia pediatrica.
Materiali e metodi. È stata svolta una ricerca di articoli attraverso  le banche dati Pubmed e Cochrane con il limite dell'età pediatrica (0 - 18 anni) e senza limiti per la lingua né per la data di pubblicazione dell’articolo. Sono state altresì analizzate tutte le bibliografie e le citazioni correlate agli articoli selezionati.
Risultati. Sono stati recuperati 17 articoli, tutti in lingua inglese;  7 di questi si riferivano esclusivamente ad una popolazione pediatrica, mentre gli altri 10 si riferivano indistintamente sia ad adulti che a bambini. Sono stati infine confrontati tutti i metodi di valutazione citati, nonché, quelli sviluppati esclusivamente per i bambini, sono stati ulteriormente analizzati.
 
Studio retrospettivo sul fenomeno dell'abuso e maltrattamento presso l'ambulatorio Bambi dell'Ospedale Regina Margherita di Torino
Alessandra Griffo, Giovanni Borrelli
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 134-138.
Professional experience report, [Italian]
Abstract
Ogni giorno centinaia di bambini di tutto il mondo sono vittime di violenza da parte di un adulto. L’Ambulatorio Bambi di Torino accoglie bambini maltrattati e abusati. Questo studio retrospettivo compara i dati dell’ambulatorio con quelli della letteratura.
Materiali e metodi. Sono stati selezionati i casi nel periodo compreso dal 2008 al 2012 e sono state analizzate nove variabili per ciascun bambino. E' stata svolta una ricerca bibliografia su PubMed con le key words child abuse, neglect. 
Risultati. I casi di sospetto abuso e maltrattamento sono risultati 235, dei quali 122 sono abusi e 113 maltrattamenti. Sono risultati vittime di maltrattamento 59 bambine (52.2%) e 54 bambini (47.8%). Tra le nove variabili analizzate sono state riscontrate molte analogie con quanto riportato in letteratura.
Discussione. Gli studi riportati in letteratura mettono in evidenza che per il maltrattamento i più colpiti sono i maschi e che l’età più a rischio di violenza sessuale e fisica risulta essere quella adolescenziale. Dal nostro studio invece emerge che ad essere maggiormente colpite, seppur di poco, sono le femmine e che l’età media più a rischio è quella prepubere. 
 
How to nurse Sick Children. Come assistere i bambini malati. Parte 3
Charles West, traduzione di Cecilia Spinelli Bini e Filippo Festini 
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 139-141.
Historical paper, [Italian] 
 
La disostruzione delle vie aeree del lattante. Una poesia per spiegare la procedura
Children’s Nurses - Italian Journal of Pediatric Nursing Sciences 2014; 6 (4): 143. 
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Febbraio 2015 18:21